Uscire dalla crisi con i finanziamenti alle imprese

La crisi economica nella quale è piombata l’Italia negli ultimi anni è ancora lontana dall’essere definitivamente superata. I giovani e non solo fanno enorme fatica a trovare un lavoro stabile, sia al nord che, soprattutto al sud. Lo Stato non sempre è intervenuto in maniera adeguata per dare una mano al mondo dell’imprenditoria. Solo aiutando le imprese a creare sviluppo e nuove possibilità di lavoro si potrà pensare di uscire da una crisi che ha gettato sul lastrico migliaia di famiglie. Per aprire nuove attività commerciali servono spesso tanti fondi, senza contare tutti i costi di gestione cui bisogna ovviare praticamente ogni mese. Ecco perché diventa importante se non fondamentale poter contare sul supporto dello Stato e di enti in grado di riconoscere i progetti migliori e di finanziarli perché un’impresa che funziona è destinata a creare sviluppo e benessere.

I finanziamenti per le imprese in difficoltà

Al di là dei finanziamenti erogati alle cosiddette start-up (per info si veda contributipmi.it), ovvero alle neo realtà imprenditoriali, lo Stato dovrebbe occuparsi e prendersi cura anche di tutte quelle aziende, specie le piccole e medie imprese, già da tempo avviate ma che si trovano costrette a far fronte ad una crisi che richiede grossi investimenti di denaro, difficili da reperire in un momento di grande difficoltà. Sono, purtroppo, queste le situazioni nelle quali più facilmente si inserisce la criminalità organizzata la quale vanta una disponibilità smisurata di fondi anche in contante grazie ai quali arriva, dopo un po’ di tempo, ad assumere completamente il controllo delle imprese, con tutti i rischi che ne derivano per l’economia legale e per la concorrenza che, in tal caso, non verrebbe salvaguardata. Premesso che il buon senso dovrebbe comunque portare un imprenditore a non farsi convincere da criminali senza scrupoli ma dotato di un grosso fiuto per gli affari, è chiaro che c’è bisogno dell’intervento dello Stato perché se un imprenditore viene lasciato da solo sarà più facilmente condizionabile. Uno Stato attento, invece, dovrebbe sempre venire incontro a quegli imprenditori onesti che hanno sempre fatto di tutto per rispettare gli impegni, pagare le tasse e portare avanti in maniera leale le loro attività.

Esistono, a tal proposito, i fondi rotativi. Si tratta di fondi stanziati dalla Cassa Deposito e Prestiti nonché dalle Regioni e che prevedono prestiti della durata non superiore ad un anno, finalizzati a tendere una mano a quelle imprese maggiormente in difficoltà.

Nuove opportunità per le imprese in crisi

Esistono anche nuove opportunità per le imprese in crisi. Da alcuni mesi, infatti, è nato un progetto promosso dalla Cei e realizzata grazie al sostegno di Intesa San Paolo, un progetto che prende il nome di Prestito della Speranza e che serve per aiutare sia le imprese in difficoltà che le singole famiglie. Dal punto di vista delle imprese, il progetto è nato con l’obiettivo di aiutare le microimprese a bassa capitalizzazione nonché quelle di nuova costituzione. I prestiti vengono erogati in un’unica soluzione e prevedono un importo non superiore a 25 mila euro. I prestiti per le imprese hanno una durata di circa sei anni e prevedono un tasso di interesse che si aggira intorno al 4,6%. Ovviamente, è bene guardarsi sempre intorno, cercare bandi e acquisire informazioni su tutti gli enti o banche che potrebbero dare un aiuto serio e concreto alle imprese messe in ginocchio dalla crisi.

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