Perché Google penalizza chi copia i testi da altri siti

A chi non è mai venuta la tentazione di copiare tutto il contenuto Wikipedia per fare in fretta? E chi invece ha usato il contenuto pubblicato da un altro sito per appropriarsene e pubblicarlo sul proprio? Succede, spesso per pigrizia e mancanza di originalità. In pochi però sanno che copiare un contenuto da un altro sito, oltre a poter violare le leggi sul diritto d’autore, ha una nefasta conseguenza sul traffico del sito. Se state provando a ricevere più visite da Google, sappiate che copiare i contenuti, in tutto o in parte, non vi aiuterà affatto.

Questo perché Google da un po’ di anni ha impostato degli algoritmi che puniscono chi copia o comunque non si impegna abbastanza dal punto di vista dei contenuti.

Google è un motore di ricerca molto intelligente che può facilmente scovare il contenuto duplicato, semplicemente con una ricerca. Ogni ricerca fatta dall’utente è infatti una ricerca su Google, ovvero sulla porzione di web che googlebot, lo spider di Mountain View, ha “deciso” di indicizzare. Quindi, se nel datacenter di Google sono già presenti delle stringhe di quel particolare testo, riprenderlo non aiuta granché.

Ma perché Google penalizza il contenuto duplicato o comunque i testi di scarso valore?

La domanda ha una risposta semplice: perché Google lavora in economia come tutti. Che senso ha per l’azienda far indicizzare al proprio motore di ricerca una pagina che ha un testo già presente e indicizzato? Che utilità c’è nell’occupare banda e susseguentemente spazio? Dovete considera che si effettuano miliardi di ricerche al giorno, si parla di due milioni di miliardi di ricerche annue. Un numero così esorbitante che rende necessarie queste accortezze. Se tutti copiassero, Google dovrebbe spendere per fornire risultati che sono già forniti altrove.

Inoltre, Google cita l’utilità per gli utenti: essi hanno diritto a trovare un contenuto credibile, autorevole, funzionale alla loro ricerca, che raccomanderebbero agli amici o ai colleghi di lavoro. Google si dice che ama il contenuto “rilevante”, che cioè sia coerente rispetto alle ricerche degli utenti, e che sia originale. Il consiglio di Google per ottener maggior traffico dalle ricerche degli utenti è quello di creare un contenuto che aggiunga “valore” a quello già presente in rete. Un contenuto di questo tipo può posizionarsi meglio nelle ricerche ed essere maggiormente condiviso sui social.

Chi utilizza un contenuto duplicato, copiato e comunque chiaramente ispirato ad altro già presente online, prima o poi verrà penalizzato. Google ha dei filtri antispam molto elaborati, grazie ad algoritmi come Panda e Hummingbird, dedicati alla bontà del contenuto. Riempire il sito di scarso contenuto non fa altro che depotenziarlo agli occhi del motore di ricerca. L’avviso sul contenuto duplicato vale anche nel caso in cui il contenuto venga ripetuto all’interno del sito. Google ritiene che un webmaster diligente o comunque colui che si occupa del sito, abbia sufficiente perizia per evitare duplicazioni e attività spammose. Per questo motivo mette a disposizione dei webmaster e dei proprietari dei siti, lo strumento gratuito chiamato Search Console, che serve appunto a utilizzare al meglio gli strumenti di Google. Tramite questo tool possiamo conoscere lo stato dell’indicizzazione, verificare la presenza di penalizzazioni, migliorare l’indicizzazione, eliminare gli errori e studiare al meglio l’andamento del sito per migliorarne la performance.

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